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E’ incredibile la vita

La vita è tutta sbagliata…oppure è tutta giusta, dipende…ovviamente dal punto di vista.

E’ incredibile quanto le coincidenze incidano sulle persone sensibili…forse noi siamo in grado di cogliere? Chi lo sa…

E’  incredibile quanto la vita ci porti di fronte a delle difficoltà a volte insormontabili…ma il bello della vita è anche questo. Quando riusciamo a capire che in fondo è tutto un equilibrio sopra la follia…allora la vita prende un altro colore.

Ma fare tanti sforzi per capirsi, per affrontare, per ottenere ciò che si vuole, a cosa servono se poi a noi tutti gli sforzi sono vani?

Bipol

Non è facile capire…per fortuna forse.

E’ qualcosa in più nel tuo essere. E’ come se ci fossero due persone dentro me. Ma ne vado fiera. E perchè mai se fa così soffrire? Non è facile capire ma la sensazione di essere più alti e di guardare il mondo con gli occhi consci e sereni di chi sa e ha visto più di una sfaccettatura..non ha prezzo.

Quel prezzo lo si paga. Lo si paga caro.

DARKSTOORM. Tu sei tutto per me.

Le parole sono qualcosa di talmente vago ma allo stesso tempo preciso…che quasi non riesco ad esprimermi.

Tu per me sei tutto.

Un po’ come la danza…

danzadanza2Una bambina, una ballerina, volano al ritmo di una musica, espressione di qualcos’altro, di qualcosa che non è il reale, non è quello che viviamo ma ciò per cui vogliamo vivere.

Una sansazione, un’emozione guardando altrove, oltre quello che di solito si deve sentire…e balla.

Tu sei tutto per me.

Come il canto…

musicamusica2 la voce si alza, si fa sentire il cuore, stavolta scevro da limitazioni ma solo degno dell’amore, un cuore pieno di voglio di trasmettere chi siamo

tante note per segnare ogni pensiero, lacrime che scendono se ci si fonde    assieme.

tu sei tutto per me…

come recitare…

recitarerecitare2 si apre il sipario sul mondo e noi giochiamo le nostre carte, iniziamo lo    spettacolo, e ci divertiamo, viviamo

Dietro il nostro recitare, dietro il nostro protagonismo, c’è la malinconia, la malinconia di qualcosa di diverso, dell’essere diverso…banale asserzione appartenente ad ognuno, ma ad ognuno è sentir diverso dall’altro.

Tu sei tutto per me.

Con le mani, le nostre forze, le nostre risa, le nostre parole, forti e dolci…

La vita…deve ancora cominciare.

And the show must go on.

LA FORZA

Sentire che qualcaa002078osa sta cambiando ma opporsi con tutta la propria forza affinchè questo non avvenga: sortisco l’effetto opposto?

Capire, cercare di capire, ancora e ancora…sortirsco l’effetto opposto?

La sincerità, l’onestà e il rispetto:  ciò che voglio per me e ciò che cerco sempre di dare agli altri. Ma ora, sortisco l’effetto opposto?

Così, smetto di voler metterci  forza, di voler capire. Di nuovo, non ho imparato nulla, di nuovo mi sento mancare. E non so più capire quando bloccare il frenetico brusio della mia mente che non ha pietà di me. Il misto scherzo amaro del mio cuore. Non lo ferma nessuno…

NON RIFLETTO SOLO A NATALE

Rifletto ogni giorno, rifletto sempre.

Ogni anno che cambia porta con sè diversi mutamenti: sono in continua evoluzione, sempre…e questo è positivo anche se il prezzo da pagare è sempre alto.

la mia mente, la mia anima e il mio cuore…ora tacciono…io non ero così, io sono cambiata…e di me, oramai, non lascio traccia.

i miei sentimenti…sono confusi a giorni, certi a giorni…fino a  quando morirò sarà così?

CHI SONO, COME SONO, COME MI VEDO

Allora, chi sono…bè, sono un po’ tutto, all’occorrenza…

come vivo la vita ultimamente: dormo, mi sveglio, mi vesto veloce, mi trucco veloce, prendo il motorino, prendo un caffè mentre sfoglio un giornale, fumo una sigaretta, vado verso l’ufficio, fumo un’altra sigaretta, entro……………………vuoto……………………sigaretta…………………facebook, ansia, a giorni qualche lacrima, pausa pranzo, mangio, rido e fumo, torno al lavoro………………….vuoto……………………sigaretta………………………facebook, ansia, a giorni qualche lacrima, esco, fumo, prendo il motorino e vado a casa…tutto e tutto in questo preciso ordine.

io non  mi vergogno, ma è così.

accetto consigli per ravvivare la mia mente, prima che faccia qualcosa mossa dall’istinto…è il chè, nel mio caso, non si è rivelata mai una cosa saggia…e la mia non è una minaccia.

sono divertente dai…pure un po’ pazza…una votla di più…non so mai cosa sono. con questa frase dico tutto…

come mi vedo tra 10 anni?o comunque tra un po’ di anni quando si presume abbia preso una strada definita?

in più modi:

a) A parigi, ho lasciato quasi tutto, non lavoro, faccio qualcosa di saltuario ma mi permette di studiare, di vivere, di girare, conosco molte persone ma le vedo poco, quando voglio…alcune sera a settimana lavoro in night, ballo e mi spoglio…questo mi dà da vivere. Amo molti uomini, ne ho solo pochi.

b) in qualche cittadina americana, della florida o della california, anzi no…di uno di quei staterelli americani con le casette tipo cape town, sono una direttrice di un cottage, un bel cottage sulla spiaggia ma vicino al centro, la clientela è tranquilla, il posto non molto grande. A me piace fare le cose per bene, curo ogni minimo dettaglio nel cottage, il cibo è ottimo e sempre vario. I dipendenti mi vogliono bene percè sono sempre riuscita a farli mettere a proprio agio. Sempre. La mattina lavoro organizzando, il pomeriggio vagabondo per consegne e forniture e la sera ho il mio fidato vice che supervisiona tutto. Io vivo con mio marito e la mia bambina. Sono serena, respiro aria buona.

c)sono a Milano, assunta in un’azienda piuttosto grande, tipo Procter&Gamble, lavoro nel reparto marketing, ho fatto gavetta ma alla fine ho quei benedetti 2.000Euro. Esco, rido mi ubriaco talvolta. faccio un mutuo, conosco un uomo e poi mi sposo.

d)mi sparo.

e)crepo ma non so come….

f)rimango qui, le cose vanno bene, mi abituo a non avere sbalzi umorali, nel senso che dio mi ha fatto stare meglio, capisco anche che mi merito di stare bene e la tranquillità non mi destabilizzerà più, lavoro in una azienda, anzi no…dai…ho vinto un concorso, ho preso assieme al mio compagno, ormai bel marito, una bella casa, sono troppo felice, sono proprio bella e serena…i figli? non so mica sai…meglio di no in questo punto f)…faccio tutto ciò che mi pare, disegno, canto, ballo, rido, bevo….

g)vado fuori di testa…

la vita che vedo oggi…a volte mi fa sorridere…

PAROLE NON SOLO PAROLE

giorni fa stavo scrivendo una mail ad un mio amico…in realtà l’obiettivo non era quello di dirgli qualcosa di mirato, di particolare…ma solo di comunicare. Dal momento che lo vedo piuttosto spesso, ho fatto una riflessione sul ritmo della vita, sulle cose…e tò, lo vedo passare..bene dico – gli scriverò…mi piace scrivere, questa sono io…ed ecco…

purtroppo poi il lavoro mi ha bloccato e come si sa, è piuttostp difficile riprendere il filo. Così “incollo” qui ciò che avevo scritto…ma devo finire…da qualche parte voglio arrivare.

7 agosto ore 17:30
dal momento che sono le ore 17:30 e io sto scivolando da questa comoda poltrana color
avorio…sempre più in basso, sempre più verso terra…decido di scriverti una tediosa lettera..
eh sì, perchè i miei scritti, nonostante reputi siano infarciti di quella buona sana auto-ed-irona, possono risultare ai più un blocco di parola semanticamente affastellate senza, o quasi, un filo conduttore…
e invece no. c’è sempre.
bene: l’aria condizionata, argomento sì tedioso di questi ultimi giorni – pare che la gente abbia così poco da
dirsi, tra sè e sè e tra loro, che questo è diventato il vizio -argomonto del pacco 9-18…ma va bene, è bello qualsiasi parlare. Anche quello del tempo.
Che imbarazzo noti nella gente quando, non sapendo che dire, discute delle ferie e del tempo: lo faccio anch’io e mentre lo faccio, sorrido.
“a cosa sorridi?”, “al tempo” – rispondo – “in effetti è proprio cambiato, non è più prevedibile e le estati non sono più tali..ad aprile sono già al mare.., ma come il tempo anche la gente non è più così prevedibile come un tempo”….-dai, non aver paura, penso, raccontami qualcosa, qualsiasi cosa ti passi per la testa…..
Mi chiedo come mai – ma lo so benissimo, perchè tutti siamo diversi,- la gente si senta in imbarazzo nell’esporre anche una piccolissima parte di sè…sono sicura che se ci provasse, sforzandosi certo, troverebbe questo atto liberatorio…magari le guancie sono un po’ arrossite, i battiti del cuore un po’ più rapidi e le mani sudate…ma correrebbe via un po’ più contenta, con un po’ più di sicurezza tra le mani e con quel ghigno soddisfatto tipico di chi ha aggiunto un tassello nel suo quadro della vita.
Per certi versi mi ero esercitata anch’io, per altri aspetti, e devo ammettere che sono piccoli esercizi che regalano molto…
 
bene: ora mi chiedo perchè le persone abbiano relazioni – no, aspetta, relazioni difficili….
dio mio, qui entriamo in una macro-dio-area…non nel senso di bestemmia ma nel senso della vastità del discorso. Quindi sarà meglio che non ci metta bocca…
però una cosa la voglio dire: la maggior parte delle persone sono problematiche – ok, che scoperta – e anche superficiali – nell’accezione di non sensibili – e pure un po’ vuote. Dipende da che angolo ci si mette a fare questa considerazione. supponiamo da un’angolatura piuttosto ampia, sì dai, piuttosto di larghe vedute..allora sì, sono così, per la maggior parte.
E sai che penso davvero a volte? Beati loro…beati loro che moriranno cosi’, senza aver sperimentato, goduto, assaporato enormi emozioni nè sofferenze…ma è implicito in loro, endogeno. quindi la differenze non la conoscono.
gli altri lottano: cazzo che lotta, sento dire…ma vale la pena? Eppure, il grande, grosso, grasso, passaggio a quella agognata maturità è ACcetta TE STESSO…o AFfetta te stesso? No, perchè, rischiamo che il filo sia sottile…
Ok, dissero, dissi (oddio, ho perso il narratore), e quando a questa semplice e ordinaria constatazione si aggiungono fattori di natura malata – e per tale intendo, psicosi controllabili ma non da sempre controllate, a causa del naturale decorso di crescita e scoperta delle stesse?
Qui, la situazione si complica: si è un po’ soli…ma se sei particolarmente fortunato no. No, grazie mamma, grazie papà, qualcuno direbbe.
la vita a coloro è come un piano progetto: si scandaglia a fasi nitide, sin dalla primissima infanzia. Una fatica enorme, un lavoro enorme, giorni, mesi, anni, nell’apparente normalità: e chi può capire, se non con l’età, con l’esperienza che la stessa vita di porta congiuntamente alle situazioni prospettate dagli eventi.
Sta di fatto che questi dannati o benetti (anche qua, il filo è sottile), non hanno avuto scelta, non ne hanno. la parola sofferenza è sempre su quella stramaledetta lingua e la sensazione di morte che provavano li ha letteralmente segnati.
In ogni caso….