Thoughtsandmind’s Weblog

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Archivio per luglio, 2008

LA CANZONE CHE SCRIVO PER TE…

Non c’è contatto di mucosa con mucosa
eppur mi infetto di te,
che arrivi e porti desideri e capogiri
in versi appassionati e indirizzati a me;

e porgi in dono la tua essenza misteriosa,
che fu un brillio fugace qualche notte fa;
e fanno presto a farsi vivi i miei sospiri
che alle pareti vanno a dire “ti vorrei qua”.

Questa è la canzone che scrivo per te:
l’ho promessa ed eccola.
Riesci a scorgerti? Sì che ci sei,
prima che ti conoscessi.

(Ora ho il tuo splendido sorriso da succhiare:
sfavilla di felicità.
L’osservo su dalla tua fronte vanitosa
che ai miei baci ha chiesto la priorità)

Pure frigid waters from these eyes that always miss you
Nothing but violence from my empty gun
I’m using silver to light up these blackheart faces
blinding your fingers with my skin that burns for you

Questa è la canzone che scrivo per te:
l’ho promessa ed eccola.
Riesci a scorgerti? Sì che ci sei,
proprio mentre ti conosco.

This song is for me
I listen like I promised you
I can see me in your words from hell
that you write for me

E ho le tue mani da lasciarmi accarezzare il cuore
immune da difese che non servono.

Ma ora ho in testa il viso di qualcuno più speciale di me,
che sa cantare ma ha più stemmi da lustrare di me…e questo è il tuo svago.
Per quel che mi riguarda sei un continente obliato.
Per quel che ho visto in fondo mi è piaciuto.

Don’t, don’t tell me. What you want from me
No, don’t tell me. I don’t wanna hear. Don’t tell me

Questa è la canzone che scrivo per te:
l’ho promessa ed eccola.
Riesci a scorgerti? Non ci sei più,
dopo che ti ho conosciuta

L’ANGELO CHE MI PRENDE PER MANO…

questo invece è per te…tu che mi dai gioia, amore ed equilibrio..

hai ben saputo riconoscere i miei punti deboli, quella che senza estremi è anche la mia malattia. Non avermene se delirio sta. Non avermene se questo spazio è la mia scatola nera…non so sapere…non so capire…non so amare…ma l’insegnamento che dal più intimo della tua anima arriva a me, inonda l’offuscato del mio oblio con la luce. grazie.

ti starò vicino, ti saprò stare vicino…nonostante le paure, le delusioni.

grazie

MERCURIO E VENERE

Da “merg”di emergere, da cui deriverebbe il nome Mercurio, sottolinea il suo dinamismo, la sua continua funzione di unione tra cielo e terra, terra e cielo: così come incessante e continua dev’essere per un Massone, la ricerca della Verità ed il lavoro per levigare la propria Pietra interiore. LA TUA PIETRA INTERIORE.

Quello che mi stupisce di più è quel tuo continuo divenire, quel passaggio dall’inconscio al conscio, dallo stadio caotico originario allo stadio dell’emersione; quel tipo di mediazione plastica a due differenti piani dell’esistere: quello del pensiero logico-razionale e quello del pensiero fantastico ed immaginifico. Gli antichi avevano ben chiaro il salto concettuale che il processo intuitivo fa fare all’uomo ed è attraverso di esso, ed Hermes lo simboleggia, che si realizza l’evoluzione, la crescita interiore.

marito e moglie

nessuno sa di questo blog.

Voglio dire…nessuno sa chi sono io: nome o cognome…e mai lo saprà, per la prima volta sarà solo qualcosa di mio..di solo mio. Di mio e dell’amore perso..perso non perchè non possa avere più amore…ma di un periodo particolare della mia vita per cui provo dolore, rimorso, dubbio, come lo chiami…gas.

non ho mai capito nulla…non ho mai avuto modo di essere equilibrata. certi meccanismi scattano inconsciamente e non mi lasciano pace…ma ci dovrà pur essere una fine? che sia l’inizio di qualcosa che mi si addica. persona d’un pezzo…perchè ne ho tanti di motivi per poterlo essere…

ma questo, tutto questo è in risposta a te.

voglio fare qualcosa perchè la mia vita va avanti, al tua anche…ma non mi dò pace. marito e moglie eravamo. non avevo dubbi.

SILENZI

Emily Dickinson
da Silenzi

 

Ci abituiamo al buio,
quando non c’è più luce
come quando la vicina tien sospeso il lume
testimone del suo addio

Da prima i nostri passi vanno incerti
nella improvvisa notte
poi gli occhi si adattano alle tenebre,
e affrontiamo la strada.

Così è nelle tenebre più vaste,
quelle notti del cervello,
quando nessuna luna ci fa segno,
nessuna stella irrompe dal di dentro.

I più bravi barcollano un istante
e sbattono talvolta
la fronte contro un albero
ma appena imparano a vedere,

l’oscurità si altera, oppure
qualcosa nella vista
si è assuefatta alla mezzanotte-
e la vita procede – quasi dritto.

PAOLO E FRANCESCA

“[…]Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,prese costui della bella personache mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.Amor, ch’a nullo amato amar perdona,mi prese del costui piacer sì forte,che, come vedi, ancor non m’abbandona.Amor condusse noi ad una morte:Caina attende chi a vita ci spense”. Queste parole da loro ci fur porte.”[…]Noi leggiavamo un giorno per dilettodi Lancilotto come amor lo strinse:soli eravamo e sanza alcun sospetto.Per più fiate li occhi ci sospinsequella lettura e scolorocci il viso;ma solo un punto fu quel che ci vinse.Quando leggemmo il disiato risoesser baciato da cotanto amante,questi che mai da me non fia diviso,La bocca mi baciò tutto tremant.Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:Quel giorno più non vi leggemmo avante”.     Dante Alighieri dalla Divina Commedia

NON C’E’ ALTRO…