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Archivio per agosto, 2008

CHI SONO, COME SONO, COME MI VEDO

Allora, chi sono…bè, sono un po’ tutto, all’occorrenza…

come vivo la vita ultimamente: dormo, mi sveglio, mi vesto veloce, mi trucco veloce, prendo il motorino, prendo un caffè mentre sfoglio un giornale, fumo una sigaretta, vado verso l’ufficio, fumo un’altra sigaretta, entro……………………vuoto……………………sigaretta…………………facebook, ansia, a giorni qualche lacrima, pausa pranzo, mangio, rido e fumo, torno al lavoro………………….vuoto……………………sigaretta………………………facebook, ansia, a giorni qualche lacrima, esco, fumo, prendo il motorino e vado a casa…tutto e tutto in questo preciso ordine.

io non  mi vergogno, ma è così.

accetto consigli per ravvivare la mia mente, prima che faccia qualcosa mossa dall’istinto…è il chè, nel mio caso, non si è rivelata mai una cosa saggia…e la mia non è una minaccia.

sono divertente dai…pure un po’ pazza…una votla di più…non so mai cosa sono. con questa frase dico tutto…

come mi vedo tra 10 anni?o comunque tra un po’ di anni quando si presume abbia preso una strada definita?

in più modi:

a) A parigi, ho lasciato quasi tutto, non lavoro, faccio qualcosa di saltuario ma mi permette di studiare, di vivere, di girare, conosco molte persone ma le vedo poco, quando voglio…alcune sera a settimana lavoro in night, ballo e mi spoglio…questo mi dà da vivere. Amo molti uomini, ne ho solo pochi.

b) in qualche cittadina americana, della florida o della california, anzi no…di uno di quei staterelli americani con le casette tipo cape town, sono una direttrice di un cottage, un bel cottage sulla spiaggia ma vicino al centro, la clientela è tranquilla, il posto non molto grande. A me piace fare le cose per bene, curo ogni minimo dettaglio nel cottage, il cibo è ottimo e sempre vario. I dipendenti mi vogliono bene percè sono sempre riuscita a farli mettere a proprio agio. Sempre. La mattina lavoro organizzando, il pomeriggio vagabondo per consegne e forniture e la sera ho il mio fidato vice che supervisiona tutto. Io vivo con mio marito e la mia bambina. Sono serena, respiro aria buona.

c)sono a Milano, assunta in un’azienda piuttosto grande, tipo Procter&Gamble, lavoro nel reparto marketing, ho fatto gavetta ma alla fine ho quei benedetti 2.000Euro. Esco, rido mi ubriaco talvolta. faccio un mutuo, conosco un uomo e poi mi sposo.

d)mi sparo.

e)crepo ma non so come….

f)rimango qui, le cose vanno bene, mi abituo a non avere sbalzi umorali, nel senso che dio mi ha fatto stare meglio, capisco anche che mi merito di stare bene e la tranquillità non mi destabilizzerà più, lavoro in una azienda, anzi no…dai…ho vinto un concorso, ho preso assieme al mio compagno, ormai bel marito, una bella casa, sono troppo felice, sono proprio bella e serena…i figli? non so mica sai…meglio di no in questo punto f)…faccio tutto ciò che mi pare, disegno, canto, ballo, rido, bevo….

g)vado fuori di testa…

la vita che vedo oggi…a volte mi fa sorridere…

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PAROLE NON SOLO PAROLE

giorni fa stavo scrivendo una mail ad un mio amico…in realtà l’obiettivo non era quello di dirgli qualcosa di mirato, di particolare…ma solo di comunicare. Dal momento che lo vedo piuttosto spesso, ho fatto una riflessione sul ritmo della vita, sulle cose…e tò, lo vedo passare..bene dico – gli scriverò…mi piace scrivere, questa sono io…ed ecco…

purtroppo poi il lavoro mi ha bloccato e come si sa, è piuttostp difficile riprendere il filo. Così “incollo” qui ciò che avevo scritto…ma devo finire…da qualche parte voglio arrivare.

7 agosto ore 17:30
dal momento che sono le ore 17:30 e io sto scivolando da questa comoda poltrana color
avorio…sempre più in basso, sempre più verso terra…decido di scriverti una tediosa lettera..
eh sì, perchè i miei scritti, nonostante reputi siano infarciti di quella buona sana auto-ed-irona, possono risultare ai più un blocco di parola semanticamente affastellate senza, o quasi, un filo conduttore…
e invece no. c’è sempre.
bene: l’aria condizionata, argomento sì tedioso di questi ultimi giorni – pare che la gente abbia così poco da
dirsi, tra sè e sè e tra loro, che questo è diventato il vizio -argomonto del pacco 9-18…ma va bene, è bello qualsiasi parlare. Anche quello del tempo.
Che imbarazzo noti nella gente quando, non sapendo che dire, discute delle ferie e del tempo: lo faccio anch’io e mentre lo faccio, sorrido.
“a cosa sorridi?”, “al tempo” – rispondo – “in effetti è proprio cambiato, non è più prevedibile e le estati non sono più tali..ad aprile sono già al mare.., ma come il tempo anche la gente non è più così prevedibile come un tempo”….-dai, non aver paura, penso, raccontami qualcosa, qualsiasi cosa ti passi per la testa…..
Mi chiedo come mai – ma lo so benissimo, perchè tutti siamo diversi,- la gente si senta in imbarazzo nell’esporre anche una piccolissima parte di sè…sono sicura che se ci provasse, sforzandosi certo, troverebbe questo atto liberatorio…magari le guancie sono un po’ arrossite, i battiti del cuore un po’ più rapidi e le mani sudate…ma correrebbe via un po’ più contenta, con un po’ più di sicurezza tra le mani e con quel ghigno soddisfatto tipico di chi ha aggiunto un tassello nel suo quadro della vita.
Per certi versi mi ero esercitata anch’io, per altri aspetti, e devo ammettere che sono piccoli esercizi che regalano molto…
 
bene: ora mi chiedo perchè le persone abbiano relazioni – no, aspetta, relazioni difficili….
dio mio, qui entriamo in una macro-dio-area…non nel senso di bestemmia ma nel senso della vastità del discorso. Quindi sarà meglio che non ci metta bocca…
però una cosa la voglio dire: la maggior parte delle persone sono problematiche – ok, che scoperta – e anche superficiali – nell’accezione di non sensibili – e pure un po’ vuote. Dipende da che angolo ci si mette a fare questa considerazione. supponiamo da un’angolatura piuttosto ampia, sì dai, piuttosto di larghe vedute..allora sì, sono così, per la maggior parte.
E sai che penso davvero a volte? Beati loro…beati loro che moriranno cosi’, senza aver sperimentato, goduto, assaporato enormi emozioni nè sofferenze…ma è implicito in loro, endogeno. quindi la differenze non la conoscono.
gli altri lottano: cazzo che lotta, sento dire…ma vale la pena? Eppure, il grande, grosso, grasso, passaggio a quella agognata maturità è ACcetta TE STESSO…o AFfetta te stesso? No, perchè, rischiamo che il filo sia sottile…
Ok, dissero, dissi (oddio, ho perso il narratore), e quando a questa semplice e ordinaria constatazione si aggiungono fattori di natura malata – e per tale intendo, psicosi controllabili ma non da sempre controllate, a causa del naturale decorso di crescita e scoperta delle stesse?
Qui, la situazione si complica: si è un po’ soli…ma se sei particolarmente fortunato no. No, grazie mamma, grazie papà, qualcuno direbbe.
la vita a coloro è come un piano progetto: si scandaglia a fasi nitide, sin dalla primissima infanzia. Una fatica enorme, un lavoro enorme, giorni, mesi, anni, nell’apparente normalità: e chi può capire, se non con l’età, con l’esperienza che la stessa vita di porta congiuntamente alle situazioni prospettate dagli eventi.
Sta di fatto che questi dannati o benetti (anche qua, il filo è sottile), non hanno avuto scelta, non ne hanno. la parola sofferenza è sempre su quella stramaledetta lingua e la sensazione di morte che provavano li ha letteralmente segnati.
In ogni caso….

A TE.

a te che sai di una dolcezza rara,

a te che mi hai voluto conoscere,

a te che sai e non sai,

a te che ascolti. sempre.

a te che sorridi, ridi, sempre.

a te che niente fa davvero crollare,

a te che sei di una bontà rara,

a te che sei semplice,

a te che sei semplicemente complicato,

a te che la vita ha dato meno che a me,

a te che forse la vita è stata semplicemente diversa,

a te che senti tutto,

a te, la cui sensibilità mi è viva,

a te, la cui sensibilità mi è familiare come non mai,

a te che non ti stanchi mai,

a te che quello che voglio è tutto per te,

a te che vivi con il sorriso,

a te che sai amare,

a te che basta poco.

tutto questo.

grazie.

IL SEGRETO DELLA VITA

non è farina del mio sacco ma vale la pena…cercando di qua e di là qualche spunto che faccia bene alla mia mente, ho trovato questo articolo. Ha tutti gli ingredienti che ci avrei messo io: amare l’amore, le dipendenze e i sottili fili psicologici che ai più sono sconosciuti.

Molte persone chiedono qual’é il segreto dell’amore. Cosa é necessario per creare una meravigliosa relazione d’amore? Perché così tante persone sono infelici in amore, arrancando nella loro relazione piena di conflitti dolorosi, mentre così poche persone sembrano vivere la reale gioia, il piacere, la facilità e l’armonia che noi tutti desideriamo?

Perché ci sono così tante persone che mendicano amore, cercandolo nei posti sbagliati, attirandosi il rifiuto piuttosto che l’accettazione? Qual é il grande segreto? Bene, eccolo!

Per avere successo in amore dovete amare l’amore!

Amare l’amore? Cosa significa?

Non é un’affermazione ridondante? Niente affatto. Coloro che soffrono in amore tendono ad amare la sofferenza come se il dolore fosse un vecchio caro amico che non si vuole tradireColoro che, d’altro lato, mendicano amore, amano più la sensazione di mendicare che l’amore stesso.

Questi sono gli inguaribili romantici che si innamorano continuamente ma non raggiungono mai l’amore. Innamorarsi é credere che lo struggersi senza speranza per avere qualcuno che ti riempia facendoti sentire intero possa dare alla fine i suoi frutti. Ciò non é essere innamorati dell’amore

E’ essere innamorati della speranza, del vuoto, della bramosia, di quella sensazione forte allo stomaco. Quando se nell’amore non hai la sensazione di affondare ma di risorgere. Di risorgere prima di tutto nell’amore verso te stesso, poi attirerai qualcuno anch’egli risorto come te. Allora l’amore che condividi non é basato sul bisogno, sulla dipendenza, sul riempire le mancanze, non siete due bicchieri mezzi-vuoti che cercano di riempirsi l’uno con l’altro, ma piuttosto due bicchieri pieni che traboccano l’uno sull’altro.

Questo é essere innamorati dell’amore! Molte persone sono dipendenti dal rifiuto e dall’abbandono. Non sono veramente felici fino a quando si sono innamorati di qualcuno che, per qualsiasi motivo, non li può corrispondere. Allora si sentono senza valore e inutili, che é il loro sentimento di fondo verso se stessi, in modo da trovarne la conferma. Questo non é amare l’amore. Questo é amare la bassa opinione di voi stessi, nell’attesa di qualcuno che vi sollevi da questa disperazione e scoprendo che non c’é via di scampo da voi stessi. Non esiste il cavaliere sul cavallo bianco che vi salverà da voi stessi. Solo quando sarete innamorati dell’amore e dell’amore verso voi stessi creerete l’occasione affinché qualcun altro vi ami.

E se qualcuno cerca di amarvi comunque voi penserete che sta mentendo e lo allontanerete. Abbiamo tutti le nostre dipendenze. Dipendenze mentali. Il pensiero é creativo e i pensieri negativi ai quali ci si aggrappa tenacemente diventano schemi relazionali negativi che impediscono le esperienze di amore. Fortunatamente voi siete coloro che hanno questi pensieri e dunque avete il potere di trasformare i pensieri negativi e gli, schemi in positivi.

Qualunque sia il vostro schema, lotta, colpa, rassegnazione o vendetta, voi siete sempre al posto guida, liberi di cambiare direzione, liberi di rilassarvi, di lasciar andare la lotta e lasciar entrare l’amore; liberi di ricordarvi la vostra innocenza, e di sapere che vi meritate l’amore; liberi di riconoscere che siete persone capaci, competenti e che avete il potere di creare ciò che desiderate; liberi di perdonare il passato completamente e dunque di abbandonare le difese che tengono fuori l’amore.L’amore vuole guarirvi completamente.

E se amate l’amore, amate anche il processo di guarigione. Il modo con il quale l’amore guarisce é quello di portare a galla tutto ciò che amore non é per lasciarlo andare. Così, più attirate l’amore, più la vostra “colonna risposte” (cioè la vostra storia di associazioni negative con l’amore) verrà a galla per essere rilasciata. E’ proprio a questo punto che comincerete ad esprimere la vostra libertà, scegliendo fra la vostra dipendenza alla negatività del vostro passato e il vostro amore per l’amore che vi guarisce.

Cosa é l’amore?

Una potente energia guaritrice che scorre attraverso di voi quando vi arrendete. Sì, ciò può spaventare. Arrendersi, lasciare il controllo, superare la soglia del vostro stretto rapporto con voi stessi. Ma questa paura é una luce verde, non un semaforo rosso.

E’ un invito ad essere più sicuri con più energia.Sì, é esplorare un territorio nuovo, ma il luogo é amichevole e vi sosterrà oltre ogni vostra immaginazione.

La scelta é chiara. La scelta é vostra. Il grande segreto dell’amore é l’amore stesso.

DUBBI AMOROSI di Pietro Aretino.

io non so mai come prendere la vita: non lo. Penso e ripenso a ogni cosa, desidero migliorarmi, desidero diventare una donna forte, una donna che, proprio perchè ne ha passate tante, grazie all’appoggio di persone amorevoli e intelligenti, è riuscita con il sorriso. Con quel sorriso di una persona serena, una persona con l’occhio segnato ma ora è serena. Questo desidero.

Ma ho divagato. Dicevo che non passa momento, giorno o notte, in cui faccio e rifaccio i miei pensieri, e la mia mente non si ferma mai. Solo cantando, riesce a fermare il flusso dei pensieri incastrati l’un con l’altro.

A volte penso che non ci sia nulla da fare per bloccare l’inconscio ed inesorabile fluttuare della psiche, a volte invece, ho speranza e ci lavoro sopra. Ecco, ci lavoro: per bloccare l’automatismo non ci dovrei lavorare…ma così è. Parossistico.

Così ho cercato qualcosa che, con ironia, facesse prendere la vita in altro modo…e sono risalita ad Aretino: Pietro Aretino, poeta e scrittore, del 1500. Siamo nel contesto del mondo teologico -etico del medioevo, un mondo puramente umano e naturale, chiuso nell’egoismo individuale, superiore a tutti i vincoli morali che tengono insieme gli uomini. il ritratto vivente di questo mondo nella sua forma più cinica e più depravata è Pietro Aretino. A me piace immaginare la depravazione, piace l’ironia della depravazione. L’immagine di quel secolo ha in lui l’ultima pennellata.

Leggete alcune divertenti parti di “dubbi amorosi”…..

Era gravida monna Berniciglia
e vide un cazzo dalla sua finestra
colla testa sì grossa, che somiglia
ad un grosso bolzon d’una balestra;
lei, che voglia n’avea, lo prese a briglia
tutta gioiosa colla sua man destra
e se lo pose in bocca con gran furia.
Peccò costei di gola o di lussuria?

Risoluzione XIII

Né in l’un né in l’altro avea costei peccato
giudico, se con Bartol non m’inganno,
nel titol delle somme dello stato
imperïale, ove non può né affanno
né pena aver chi ha il ventre ingravidato,
acciò che il parto non ne senta danno.
Similmente a costei non dee vietarsi
cosa che al ventre venga utile a farsi

Dubbio XXIV

Prer dare Ortensia gusto ad un suo amante
e del suo corpo il piú soave loco,
il cul gli diè, ma con promessa avante
che v’abbia a por del suo gran cazzo un poco.
Quello non potè star così costante
alle primarie furie di quel giuoco,
tutto nel cul vel pose. Utrum Ortensia
accusare lo possa di violenza?

Risoluzione XXIV

In lege prima de justitia et jure.
Jus naturae, paragrapho
, vuol Baldo
che primi motus homini naturae
non sono in suo poter quand’egli è caldo:
il primo furor fa ch’egli non cure
d’eser tenuto peccator ribaldo;
onde spinto costui dai primi moti
accusar non si può degl’altri ignoti.

Scena erotica, opera di Édouard-Henri Avril, 1892, tratta dai Sonetti lussuriosi di Pietro Aretino.