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PAROLE NON SOLO PAROLE

giorni fa stavo scrivendo una mail ad un mio amico…in realtà l’obiettivo non era quello di dirgli qualcosa di mirato, di particolare…ma solo di comunicare. Dal momento che lo vedo piuttosto spesso, ho fatto una riflessione sul ritmo della vita, sulle cose…e tò, lo vedo passare..bene dico – gli scriverò…mi piace scrivere, questa sono io…ed ecco…

purtroppo poi il lavoro mi ha bloccato e come si sa, è piuttostp difficile riprendere il filo. Così “incollo” qui ciò che avevo scritto…ma devo finire…da qualche parte voglio arrivare.

7 agosto ore 17:30
dal momento che sono le ore 17:30 e io sto scivolando da questa comoda poltrana color
avorio…sempre più in basso, sempre più verso terra…decido di scriverti una tediosa lettera..
eh sì, perchè i miei scritti, nonostante reputi siano infarciti di quella buona sana auto-ed-irona, possono risultare ai più un blocco di parola semanticamente affastellate senza, o quasi, un filo conduttore…
e invece no. c’è sempre.
bene: l’aria condizionata, argomento sì tedioso di questi ultimi giorni – pare che la gente abbia così poco da
dirsi, tra sè e sè e tra loro, che questo è diventato il vizio -argomonto del pacco 9-18…ma va bene, è bello qualsiasi parlare. Anche quello del tempo.
Che imbarazzo noti nella gente quando, non sapendo che dire, discute delle ferie e del tempo: lo faccio anch’io e mentre lo faccio, sorrido.
“a cosa sorridi?”, “al tempo” – rispondo – “in effetti è proprio cambiato, non è più prevedibile e le estati non sono più tali..ad aprile sono già al mare.., ma come il tempo anche la gente non è più così prevedibile come un tempo”….-dai, non aver paura, penso, raccontami qualcosa, qualsiasi cosa ti passi per la testa…..
Mi chiedo come mai – ma lo so benissimo, perchè tutti siamo diversi,- la gente si senta in imbarazzo nell’esporre anche una piccolissima parte di sè…sono sicura che se ci provasse, sforzandosi certo, troverebbe questo atto liberatorio…magari le guancie sono un po’ arrossite, i battiti del cuore un po’ più rapidi e le mani sudate…ma correrebbe via un po’ più contenta, con un po’ più di sicurezza tra le mani e con quel ghigno soddisfatto tipico di chi ha aggiunto un tassello nel suo quadro della vita.
Per certi versi mi ero esercitata anch’io, per altri aspetti, e devo ammettere che sono piccoli esercizi che regalano molto…
 
bene: ora mi chiedo perchè le persone abbiano relazioni – no, aspetta, relazioni difficili….
dio mio, qui entriamo in una macro-dio-area…non nel senso di bestemmia ma nel senso della vastità del discorso. Quindi sarà meglio che non ci metta bocca…
però una cosa la voglio dire: la maggior parte delle persone sono problematiche – ok, che scoperta – e anche superficiali – nell’accezione di non sensibili – e pure un po’ vuote. Dipende da che angolo ci si mette a fare questa considerazione. supponiamo da un’angolatura piuttosto ampia, sì dai, piuttosto di larghe vedute..allora sì, sono così, per la maggior parte.
E sai che penso davvero a volte? Beati loro…beati loro che moriranno cosi’, senza aver sperimentato, goduto, assaporato enormi emozioni nè sofferenze…ma è implicito in loro, endogeno. quindi la differenze non la conoscono.
gli altri lottano: cazzo che lotta, sento dire…ma vale la pena? Eppure, il grande, grosso, grasso, passaggio a quella agognata maturità è ACcetta TE STESSO…o AFfetta te stesso? No, perchè, rischiamo che il filo sia sottile…
Ok, dissero, dissi (oddio, ho perso il narratore), e quando a questa semplice e ordinaria constatazione si aggiungono fattori di natura malata – e per tale intendo, psicosi controllabili ma non da sempre controllate, a causa del naturale decorso di crescita e scoperta delle stesse?
Qui, la situazione si complica: si è un po’ soli…ma se sei particolarmente fortunato no. No, grazie mamma, grazie papà, qualcuno direbbe.
la vita a coloro è come un piano progetto: si scandaglia a fasi nitide, sin dalla primissima infanzia. Una fatica enorme, un lavoro enorme, giorni, mesi, anni, nell’apparente normalità: e chi può capire, se non con l’età, con l’esperienza che la stessa vita di porta congiuntamente alle situazioni prospettate dagli eventi.
Sta di fatto che questi dannati o benetti (anche qua, il filo è sottile), non hanno avuto scelta, non ne hanno. la parola sofferenza è sempre su quella stramaledetta lingua e la sensazione di morte che provavano li ha letteralmente segnati.
In ogni caso….
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1 commento»

  ds wrote @

in ogni caso…siamo un po’ tutti soli, solo che non si è più soli come una volta ma ci sente soli dentro ed è per questo che le relazioni diventano difficili… ogni giorno un altro pezzo nel puzzle della vita, un’altro mattone nel muro che ci divide. Anche se la poesia è morta ormai, ho ancora un po’ di musica dentro che vale la pena di suonare, poi ci sono i fiori di plastica, e se a volte mi manca l’aria ci sei tu che scrivi parole e non solo parole.


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